LA CREAZIONE DEL TRUST CHE CI CONSIDERA DISPERSI IN MARE E PRIVI DI OGNI DIRITTO FINO AL GIORNO IN CUI “TALE DIRITTO VERRÀ ESERCITATO”
L’Elite mondiale da sempre sa che la proprietà è un concetto fittizio poiché la terra, i fiumi, i laghi, i mari appartengono al pianeta. Tutte le cose per cui esistono titoli di proprietà, la terra, la casa, l’automobile, sono titoli fittizi, costituiscono diritto d’uso. La casa fatta di mattoni e a casa intesa come titolo sono due cose diverse. Ne segue che ogni proprietà costituisce un diritto d’uso associato ad un trust, cioè ad un sistema fiduciario. Questo trust prevede che ci siano tre parti in gioco: un esecutore, un amministratore e un beneficiario. L’esecutore è sempre quello che concede il titolo ed è sempre lo Stato. L’amministratore è quello che amministra il titolo e nel caso di una casa ad esempio, probabilmente è il catasto. Il beneficiario è quello che poi effettivamente gode del bene, cioè il così detto “proprietario” di quel bene.
Tutto questo secondo il sistema del’Impero Romano a cui tutto il mondo è soggiogato nell’organizzazione della proprietà, del diritto, del denaro, della politica e di tutto ciò che dovrebbe appartenere, di diritto, al popolo.
La dannazione conclamata dell’attuale sistema si può far risalire al 18 novembre 1302, con l’emissione della Bolla Papale di Papa Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani, 193esimo Papa della Chiesa cattolica, collocato all’Inferno nell’opera “La Divina Commedia” del poeta Dante Alighieri. Bolla Papale Unam Sanctam Ecclesiam che creò il primo sistema di trust, sistema fiduciario valido anche oggi.
Bonifacio VIII, in questa Bolla, afferma che Dio aveva affidato tutti i titoli e tutte le proprietà della Terra al Vaticano, affermazione mai contestata e quindi tutt’oggi valida. Il Vaticano nomina perciò l’esecutore, l’amministratore e il beneficiario di questa struttura fiduciaria. L’esecutore è l’Ordine Minore dei Francescani unito con l’Ordine dei Gesuiti ed è ben visibile nello stemma sulla pubblicazione della Bolla. L’amministratore è il Papa e i beneficiari di questo trust sono tutti gli uomini del mondo.
In essa si afferma che il Diritto Marittimo (o Diritto dell’Ammiragliato valido ancora oggi) è utilizzato dalla Unica Santa Chiesa, identificata nell’Arca di Noè, unica struttura che si ergeva sopra le acque, così come narrato nel Diluvio Universale della Bibbia, usata come Codice di Diritto Nautico.
Tutti gli esseri umani che erano al di fuori dell’Arca venivano dichiarati “dispersi in mare”, inermi e sui quali il Papa aveva piena autorità fino a quando questi ultimi non avrebbero reclamato i loro sacrosanti diritti sanciti dalla legge Universale. Questo Diritto Divino viene elevato sopra ogni forma di politica e di finanza, creando la schiavitù dell’essere umano, paragonato ad una loro mandria.
In Vaticano si creò una seconda Bolla, ROMANUS PONTIFEX (Il Romano Pontefice), scritta da Papa Niccolò V, l’8 gennaio 1455, corrispondebbe alla creazione di un secondo trust di natura testamentaria, in cui il Papa, al momento della sua morte dispone di come dovrà funzionare il diritto di tutti i privilegi e di tutte le proprietà derivanti dalla precedente Bolla Papale. Testamento in cui l’esecutore è la Curia Romana, l’amministratore è il Collegio dei Cardinali e il beneficiario è il Re, sulla terra di proprietà del Papa. Pertanto tutti i Re lo sono per mandato divino.
Dopo 30 anni, il 21 giugno 1481, venne scritta la terza Bolla da Papa Sisto IV chiamata AETERNI REGIS (Re eterno), in cui il “bene” concesso ai Re non è più la terra ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, i quali da quel momento vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta.
Queste Bolle, per essere considerate valide, dovevano essere scritte su materiale vivente, quindi su pergamene di pelle di bambini e firmare con il sangue.
Persino la recente ratifica del Trattato di Lisbona, è stato firmato dalla Regina Elisabetta utilizzando una pergamena fatta di pelle di capretto poiché la regina, beneficiaria del diritto Divino, non può firmare un documento “morto”.
Questo è il sistema in vigore ancora oggi che ci rende schiavi consenzienti dato che nessuno ha mai osato sfidare e contestare le tre Bolle Papali.
Inoltre faccio presente che fino al XVIII secolo il Vaticano scriveva le proprie Bolle non su carta, considerata un materiale privo di vita e di valore, bensì su un materiale vivente: erano firmate col sangue e scritte su pergamene fatte di pelle umana!

Il sistema attuale è basato sul sacramento della confessione, un aspetto ecclesiastico, proprio come ai tempi dell’Inquisizione: è indispensabile che noi accusiamo noi stessi. In mancanza di questo atto di auto accusa non si poteva procedere. I meccanismi per ottenere i consensi sono numerosi e ne ho parlato in un articolo che vi invito a rileggere https://antexo.com/strategie-di-manipolazione-mediatica/ oppure https://antexo.com/66-2/
Attualmente il popolo, oramai palesemente schiavizzato, accetta ciecamente le procedure giuridiche atte ad intrappolare le persone pur trattandosi di meccanismi FRAUDOLENTI basati sull’avvertimento-silenzio-assenso.
Così come avviene quando la banca o un Ente cambia le condizioni di un accordo semplicemente inviando un documento chiamato “di trasparenza”che, se non contestato, equivale all’assenso attraverso il silenzio.
Nello stesso identico modo con cui qualsiasi affermazione diventava valida se non veniva contestata.
Attualmente hanno impedito persino la contestazione introducendo metodi così demenziali per cui resta sempre più difficile opporsi o contestare.
Tutto esiste sulla carta, forse ancora per poco, mentre, in realtà, hanno impedito qualunque azione atta a contestare le normative introdotte da queste categorie elitarie pagate e mantenute dal popolo stesso.
Vi ricordo che, SENZA UNA AZIONE FORTE E DECISIVA, RESTA L’ACCETAZIONE DI UN POPOLO COMPLICE E SUDDITO.
Vi aspetto numerosi anche nei commenti!
Ad majora semper!
Gianna Binda
https://civico20-news.it/giurisprudenza/se-la-proprieta-non-e-nostra-allora-di-chi-e/10/11/2024/



