SIAMO SOTTO ATTACCO!

Carissimi lettori e lettrici,

I banchi dei nostri supermercati sono ormai invasi da prodotti alimentari che nascondono un quadro allarmante di tossicità sistemica. Tra residui di pesticidi oltre i limiti di sicurezza, microplastiche rilasciate dai packaging e un uso massiccio di additivi petrolchimici e conservanti industriali, quello che acquistiamo per nutrirci si rivela spesso un pericolo per la salute.

Gianna Binda- olio su tela- Vasi di frutta

In questa sede non sarà possibile elencare tutte le sostanze tossiche che ci vengono somministrate attraverso cibo e acqua contaminati. Vi invito, tuttavia, a riflettere su alcuni degli alimenti più comuni che acquistiamo, ignorando la loro reale tossicità.

La frutta e la verdura dei supermercati vengono spesso trattate con SmartFresh, un sistema a base di 1-metilciclopropene (1-MCP), una molecola idrocarburica. Questo trattamento permette di conservare i prodotti freschi e croccanti durante il trasporto e lo stoccaggio, consentendo la vendita di frutti raccolti anche un anno prima. L’MCP blocca l’azione dell’etilene, il gas naturale responsabile della maturazione. Poiché l’uso di questa tecnologia non viene segnalato in etichetta, il consumatore finale non ne è consapevole, ingerendo così alimenti esposti a trattamenti chimici post-raccolta considerati sicuri dalle normative europee che non ci tutelano affatto.

SmartFresh: tossicità

Ma l’illusione della freschezza artificiale è solo la punta dell’iceberg. Quando si scava oltre la buccia, i dati scientifici rivelano scenari ancora più inquietanti, come dimostra il caso emblematico della banana. Nel frutto più venduto al mondo si nasconde un cocktail di pesticidi vietati in Europa, come confermano le analisi chimiche sulla polpa pubblicate dalla rivista Il Salvagente. I test, effettuati su prodotti prelevati nei supermercati, lasciano una sola via d’uscita: solo i campioni da agricoltura biologica e del mercato equosolidale sono risultati totalmente privi di residui tossici.

Nei grandi bananeti dell’America Latina, in particolare in Ecuador e Costa Rica, la fumigazione aerea è una pratica intensiva necessaria a proteggere le coltivazioni dalla Sigatoka Nera e da altri parassiti. Spesso viene impiegato il mancozeb, un fitofarmaco altamente tossico diluito con acqua e olio. L’impatto di questa tecnica ricade pesantemente anche sull’ambiente e sulle comunità locali, a causa della dispersione di nubi tossiche che inquinano le falde acquifere e danneggiano gravemente la salute dei residenti. Successivamente, nella fase precedente all’inscatolamento, le banane vengono trattate con allume di rocca e ulteriori fungicidi specifici intossicando l’utente finale.

Fumigazione su piantagioni di banane

Questo assalto biochimico, tuttavia, non si ferma al reparto ortofrutticolo: penetra capillarmente nei prodotti ultra-processati più insospettabili, mirando direttamente a scardinare la nostra salute intestinale. Anche i gelati industriali confezionati non sono innocui e molti contengono un additivo, E 471, che rende cremoso il gelato, ma altera il microbiota intestinale creando un potenziale aumento di patologie autoimmuni, diabete e obesità.

I più famosi coni gelato industriali, che la mia generazione adorava, contengono spesso fosfatidi di ammonio, additivi studiati dalla medicina indipendente per i loro potenziali legami con l’insorgenza di problematiche cardiovascolari; inoltre, in molti di questi prodotti la panna viene sistematicamente sostituita con oli vegetali tropicali come l’olio di cocco. A fronte di una qualità reale che arretra, si osserva un aumento dei prezzi che in alcuni casi ha toccato il 42% rispetto al 2021, rendendo necessaria una maggiore consapevolezza nell’acquisto.

L’infiltrazione tecno-alimentare, tuttavia, compie un ulteriore salto di livello: non si limita a sofisticare i prodotti spazzatura, ma punta a snaturare alla radice gli stessi presidi della salute naturale. Dagli additivi occulti nei dolci di massa si passa così al capitolo più estremo del reset alimentare: la transizione verso il cibo sintetico da laboratorio.

Persino il cioccolato fondente (con almeno il 70-85% di cacao), un vero e proprio “superfood” ricco di flavonoidi (potenti antiossidanti) che favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, migliorano la salute cardiovascolare, proteggono il cervello e sollevano l’umore, rischia di essere snaturato nei prossimi anni. I principali colossi globali e marchi di riferimento del settore dolciario — tra cui spiccano investimenti e progetti di ricerca legati a realtà come Cadbury, KitKat, Lindt, Kinder, Snickers e M&M’s — stanno infatti rivolgendo lo sguardo verso le biotecnologie e il cacao coltivato in vitro all’interno dei laboratori.

Se il futuro sintetico minaccia i nostri cibi terapeutici, il presente industriale ha già contaminato la base stessa della nostra alimentazione quotidiana e tradizionale. La mappa del veleno a scaffale trova la sua spaventosa conferma anche nell’oro rosso delle nostre tavole, svelando la totale ipocrisia delle tolleranze legali. I laboratori di Altroconsumo, in un’inchiesta divulgata dal giornalista Francesco Maddaloni, hanno rilevato la presenza di pesticidi in quasi un terzo delle passate di pomodoro analizzate. Si tratta di sostanze che, pur restando nei limiti di leggi create appositamente per tutelare i mercati e non i consumatori, possono comunque causare gravi danni alla salute. Questo avviene anche a causa della sinergia d’azione di più pesticidi presenti contemporaneamente, i quali cessano di essere isolati per creare un pericoloso effetto cocktail. Vi invito, pertanto, ad aumentare l’attenzione nella cura e nella scelta del cibo di cui ci nutriamo variando costantemente i prodotti che portiamo in tavola, così da evitare l’accumulo di sostanze tossiche nel nostro organismo.

Ma l’assalto biologico della Matrix compie l’ultimo e definitivo salto di livello colpendoci attraverso la risorsa più vitale: l’elemento idrico. I veleni più insidiosi non si nascondono solo nei cibi ultra-processati o nei pesticidi industriali. Li troviamo, in forma ancora più subdola, nell’acqua che compriamo ogni giorno nei supermercati. Quell’acqua che ristagna per mesi nelle bottiglie di plastica all’interno di magazzini surriscaldati, infatti, è un liquido biologicamente morto. La plastica non solo rilascia nel fluido miliardi di microplastiche, ftalati e interferenti endocrini devastanti per la nostra salute, ma agisce come un isolante energetico che distrugge all’istante la struttura molecolare armonica dell’acqua e spegne la conducibilità elettrica delle nostre cellule.

L’elenco delle tossine nel cibo che ingeriamo sarebbe infinito. Per proteggere i semi delle colture vengono usati i neonicotinoidi, che penetrano nelle piante e contaminano i nostri alimenti e l’acqua arrivando ai nostri piatti. Questa diffusa esposizione alimentare è legata a gravi rischi per la salute: studi scientifici associano questi insetticidi a neurotossicità, problemi riproduttivi e tumori. Il rischio inizia già in utero, con tracce rilevate in donne incinte e neonati, i quali sono particolarmente vulnerabili a queste tossine durante lo sviluppo cerebrale. 

Questo assalto silenzioso alla nostra biologia non avviene nel vuoto, ma è blindato a livello geopolitico da accordi sovranazionali. Dallo scaffale del supermercato ai palazzi del potere globale, la trappola biochimica si chiude sopra le nostre teste.

A peggiorare drasticamente questo scenario si aggiungono trattati internazionali come l’accordo MERCOSUR: una legislazione commerciale considerata da molti tossica, poiché spalanca le porte a tonnellate di materie prime trattate con sostanze chimiche e fitofarmaci vietati in Europa, legalizzando di fatto l’ingresso del veleno sulle nostre tavole.

Trattato UE-MERCOSUR

Di fatto nessuno tutela la collettività, lasciata alla mercé di un sistema commerciale tossico incentrato sul profitto. Mentre i mercati globali si fanno sempre più insalubri per il popolo, le élite, che hanno lucrato su queste politiche criminose, si isolano in un circuito parallelo, approvvigionandosi direttamente alla fonte tramite aziende agricole private e mercati d’ultra-lusso inaccessibili alla massa. I politici che dovrebbero tutelarci, in realtà, ci intossicano usando i nostri soldi e i beni pubblici.

In questo contesto, il controllo sociale si fa stringente proprio nei templi del consumo, i supermercati, dove la micro-sorveglianza e la rigidità dei regolamenti colpiscono duramente gli ultimi, persino chi è spinto dalla disperazione o dalla necessità. Questa severità contrasta nettamente con l’apparente impunità di cui sembrano godere molti leader politici globali, capaci di orientare le risorse pubbliche a dismisura e di superare indenni gli scandali internazionali, come le inquietanti verità emerse dai file Epstein.Vi invito a visionare il mio articolo IL “METODO” EPSTEIN E IL NAZISMO-IL VENUS PROJECT https://antexo.com/il-metodo-epstein-e-il-nazismo-il-venus-project/

Il dibattito sulla trasparenza delle istituzioni si intreccia inevitabilmente con la fiducia dei cittadini nei confronti dei vertici di governo. Quando le decisioni sovrannazionali sembrano favorire logiche commerciali a scapito della salute pubblica, emerge una profonda crisi di credibilità che investe l’intero apparato politico. Se un tempo per servire lo Stato — come accadde a mio nonno, carabiniere a cavallo a Milano — era richiesta una condotta impeccabile, oggi i requisiti morali e l’etica pubblica della classe dirigente appaiono gravemente indeboliti.

Le vicende della storia politica recente dimostrano come il principio costituzionale di onestà sia stato progressivamente svuotato nelle cosiddette democrazie contemporanee. In questo scenario, grandi industrie alimentari e chimiche riescono a esercitare forti pressioni sui decisori. Un potere politico debole o permeabile tende infatti ad accettare standard di sicurezza meno severi.

Gianna Binda-Acrilico su tela- omaggio a mio nonno carabiniere a cavallo a Milano che, già allora, affermava: “Tutta brava gente questa canaglia!”

Quando le istituzioni arretrano, la difesa della nostra biologia diventa un dovere strettamente personale. Vi rinnovo quindi l’invito ad aumentare l’attenzione nella scelta del cibo e dell’acqua di cui ci nutriamo, variando costantemente i prodotti per evitare l’accumulo di sostanze tossiche nel nostro organismo.Per comprendere a fondo come proteggere la nostra energia biologica da questo assedio, vi invito a leggere il mio articolo LA FREQUENZA VIBRAZIONALE DEGLI ALIMENTI https://antexo.com/la-frequenza-vibrazionale-degli-alimenti/.

La scarsa trasparenza delle etichette aggrava un problema strutturale: lo Stato tollera di fatto la vendita di alimenti ultra-processati. In questo modo, i costi sanitari legati a malattie croniche come obesità, tumori e disturbi cardiovascolari vengono sistematicamente scaricati sulla collettività e sul sistema pubblico.

In sintesi, la cittadinanza sostiene costi altissimi a fronte di servizi pubblici sempre più ridotti. Si assiste così a una forte asimmetria sociale: mentre la popolazione comune è esposta a prodotti industriali di bassa qualità, le élite economiche e di potere hanno facile accesso a mercati biologici d’élite — sul modello della celebre catena ultra-lusso Erewhon a Los Angeles — o a produzioni private esclusive. Tutto ciò delinea i tratti di una classe dirigente autoreferenziale, che consuma le risorse della collettività senza restituire un reale valore sociale.

La consapevolezza ci deve portare a disertare i supermercati per acquistare prodotti a chilometro zero direttamente da aziende agricole affidabili. Vi rimando alla lettura dell’articolo BOOM DI LICENZIAMENTI mentre nascono mega ricchi pagati con soldi pubblici https://antexo.com/boom-di-licenziamenti-mentre-nascono-mega-ricchi-pagati-con-soldi-pubblici/

Vi esorto a riflettere su come il risveglio sia un atto quotidiano. Ci vorrà del tempo prima che la massa comprenda la portata dell’inganno perpetrato attraverso le reti idriche e agroalimentari. Ma tu non devi attendere i tempi del risveglio collettivo: ogni volta che rifiuti una bottiglia di plastica della GDO, ogni volta che filtri, vortichi e solarizzi la tua acqua nel vetro blu, stai compiendo un sabotaggio silenzioso contro un business chimico-farmaceutico. Dobbiamo squarciare il velo sull’inganno che si consuma a monte della filiera alimentare: l’alterazione sistematica delle sementi. Il cibo industriale che troviamo a scaffale nasce da una manipolazione volta a generare dipendenza e subordinazione biologica. Il mercato di massa è stato sommerso da sementi industriali ibride, brevettate dalle multinazionali e geneticamente modificate.

La sottomissione biologica avviene attraverso la pratica della concia: i semi vengono pre-trattati e interamente rivestiti con un cocktail chimico di pesticidi, fungicidi e neonicotinoidi sistemici che penetrano nei tessuti della pianta fin dal primo germoglio. Questa intossicazione strutturale alimenta mercati redditizi che speculano sulla proliferazione di malattie croniche indotte da cibi tossici. Eppure, mentre la popolazione subisce questa degradazione biologica, le stesse élite che promuovono l’agricoltura chimica proteggono la biodiversità originaria a proprio uso. Nel caveau sotterraneo delle Svalbard, nell’Artico, finanziato anche dai grandi cartelli globalisti, vengono congelati e custoditi milioni di campioni di semi antichi, puri ed ereditari, totalmente immuni dalle contaminazioni ordinarie.

La prova di questa condotta risiede proprio nel fatto che i vertici del sistema si approvvigionano da fonti protette e non tossiche, rifiutando per la propria biologia i veleni destinati alla massa. Ci troviamo di fronte a logiche di potere che, mentre tollerano l’intossicazione alimentare, impongono alla collettività leggi rigide appesantite da severe sanzioni nel caso in cui si osasse dissentire. Quale sarà la risposta della storia a questo deliberato avvelenamento di massa? Quelli che si configurano come reali crimini contro l’umanità meriteranno una condanna storica e giudiziaria severissima ed esemplare, applicata nelle sedi del diritto da un popolo finalmente sovrano, consapevole e non più disposto ad accettare una così perversa e violenta sottomissione.

Ora che abbiamo la piena consapevolezza di come le élite – che noi stessi manteniamo con il nostro lavoro e i nostri consumi – vogliano unicamente impoverirci e intossicarci, vi chiedo: come mai l’umanità non riesce ancora ad agire per sovvertire questo sistema malato? Da dove nasce questa paralisi profonda di fronte all’evidenza dei fatti?

E voi, amici lettori che navigate su questo blog, come vi approvvigionate di acqua ogni giorno? Siete pronti a spegnere la loro rete artificiale e a iniziare a strutturare la vostra acqua da soli per riprendervi la sovranità del vostro corpo?

La salute pubblica non può essere il prezzo da pagare per l’impunità e il profitto di pochi. La prossima volta che farete la spesa, guarderete gli scaffali con gli stessi occhi? Aspetto le vostre riflessioni nei commenti per continuare il dibattito.

Vi invito ad ascoltare attentamente questo video del dottor Bruno Corrado che fornisce la SOLUZIONE per uscire da questo ginepraio: https://www.facebook.com/share/v/1D8ntpWvN5/?mibextid=wwXIfr

Ad majora semper!

Gianna Binda

Nota dell’Autrice:
Il giusto e definitivo atto di ribellione dovrà portare il popolo a condannare severamente e a ribaltare completamente l’attuale situazione verso questi parassiti insaziabili. Nel frattempo, per fornire al popolo gli strumenti immediati per rimediare a queste intossicazioni di massa e difendere la propria biologia, anticipo che a breve pubblicherò qui sul blog una serie esclusiva di articoli estratti dal mio prossimo libro: il MANIFESTO DEL RISVEGLIO. Un’opera imponente divisa in 11 capitoli con un capitolo apposito corredato da schede tecniche utili e operative per attuare la nostra totale secessione e liberazione dal sistema. Sul blog troverete solo le versioni ridotte di questi temi cardine. Preparatevi: a partire dal prossimo articolo dedicato all’Introduzione del Manifesto del Risveglio, troverete in fondo alla pagina il pulsante rosso per unirvi alla resistenza e ricevere gratuitamente l’Introduzione integrale in formato digitale (e-book), con tutte le informazioni per richiedere il volume cartaceo completo. Se invece volete prenotare la vostra copia in anteprima già oggi, potete inviarmi fin da ora una richiesta e-mail diretta a: info@antexo.com.

Fonti:

FRUTTA E VERDURA NEI SUPERMERCATI TRATTATA CON UN IDROCARBURO https://youtu.be/xotTA9hSluw?is=HNjO5AcRB3_D-dRD

CI INTOSSICANO ANCHE CON IL MERCOSUR https://vm.tiktok.com/ZNRcL8Mou/

RELAZIONE SUI GELATI https://youtu.be/y5E0BtA2NSw?is=-k1WNv6dL5pExaiR