IL SOTTILE CONFINE TRA USO ED ABUSO, TRA NORMALITÀ E FOLLIA

Carissimi lettori e lettrici,

Dopo la parziale pubblicazione dei files Epstein, nulla ci poterebbe più stupire se non l’orrore.

Gianna Binda-Testa in terracotta

Oggi vi introdurrò nel tema dell’arte della pietrificazione, o mummificazione minerale, tecnica ottocentesca usata per rendere i tessuti organici duri come pietra.

I massimi esponenti di tali opere sono stati Girolamo Segato (1792-1836), bellunese che studió la mummificazione in Egitto, ed Efisio Marini (1835-1900), scienziato cagliaritano, pietrificatore di cadaveri che affinó la sua tecnica iniettando un composto chimico di sua invenzione per trasformare la materia organica in materia inorganica, impedendone la putrefazione.

Questa conservazione di resti anatomici, tutta italiana, certamente suscita incredulità e, nello stesso tempo, perplessità ed i campioni storici sono ancora oggi conservati in alcuni musei italiani. Le tecniche usate sono rimaste sconosciute poiché sono state custodite gelosamente fino alla morte di questi illustri esponenti.

Tavolo di carne di Girolamo Segato

Pare che tali tecniche, sviluppatasi tra il XVIII e il XIX secolo, prevedessero l’uso di iniezioni di sostanze mineralizzanti, molto verosimilmente a base di silicati, che indurivano i tessuti, in un processo che si differenzia dalla pietrificazione naturale del legno fossile in cui la materia organica viene sostituita, nel corso degli anni, con minerali inorganici.

Nel 2001, l’oculista e scrittore cagliaritano Giorgio Todde, fu affascinato da tale pratica tanto da trasformare Efisio Marini, l’imbalsamatore sardo dell’Ottocento, nel detective-scienziato protagonista dei suoi romanzi.

Mano di ragazza donata da Efisio Marini all’Università di Sassari

Vi invito a riflettere su un atto vandalico compiuto a danno de “La Pietà di Michelangelo”, posta in San Pietro, colpita con un martello da Laszlo Toth, che ruppe il braccio, la mano e il viso della Vergine, per dimostrare, a suo dire, che si trattasse di pietra solida e non di carne trasformata.

Degno di menzione è anche Giuseppe Sanmartino, Principe di Sansevero, che giocò molto sulla realizzazione del velo che ricopre il suo “Cristo Velato”, conservato nella Cappella Sansevero a Napoli, portando a credere che la sua opera fosse il frutto di una misteriosa arte liquida, utilizzata in un processo di marmorizzazione.

Guuseppe Sanmartino- Il Cristo velato-

Sembrerebbe impossibile ed incredibile a molti, eppure pare che la tecnica di marmorizzazione/pietrificazione sia stata utilizzata per i due putti che stanno alla base del tavolo rinvenuto nell’isola degli orrori di Epstein, così come diffuso su TikTok di cui allego l’immagine e il video.

Video di TikTok

Non solo, pare che a casa del miliardario Tony Podesta, braccio destro di Obama e di Hilary Clinton, ci sia una statua dorata messa nella stessa posa di una delle vittime del cannibale del Milwaukee, Jeffrey Dahmer, come da immagine che qui riporto.

Immagine tratta da “La stanza delle torture di John Podesta”

Ci giungono notizie di crudeltà mentali inimmaginabili per una mente sana e, se pensiamo che ad armare la mano a certuni non sia la scienza, ma la criminalità perpetrata senza alcuna remora, possiamo affermare che non esiste più il confine tra uso e abuso o tra arte e pura follia.

Ho scritto questo articolo per il precipuo dovere di informare e diffondere ciò che sembra inverosimile mentre è reale, di una realtà così sconvolgente come quella che abbiamo appreso dai files di Epstein.

Acquisire consapevolezza è il passo essenziale per trasformare la SPERANZA in una attiva aspettativa atta a porre fine a questa delirante follia.

E voi, carissimi lettori e lettrici cosa ne pensate? Vi aspetto numerosi anche nei commenti.

Ad majora semper!

Gianna Binda

Fonte:

https://share.google/WUp0QwcvzAHLdTCn8