Carissimi lettori e lettrici,
da anni combatto contro lo spreco di denaro pubblico sia attivamente che attraverso i miei articoli, romanzi e persino con delle poesie.
In Italia lo spreco di denaro pubblico è sottostimato in circa 500 miliardi di euro all’anno creati dalla politica locale e nazionale; dalla corruzione e dalla cattiva gestione sia di beni pubblici che di settori pubblici come quello dell’edilizia e della sanità; da costi elevati di imprese per appalti pubblici e per opere non terminate, lasciate abbandonate dopo aver investito milioni anche in apparecchiature.
Molti di questi sprechi sono stati indagati dalla trasmissione Report di Rai 3 che ultimamente è sotto pesante attacco anche da parte di politici che hanno tutto l’interesse a fare in modo che non trapelino i loro affari. Di certo, nel corso degli anni, sono stati creati dei rivoli utili a disperdere denaro pubblico e utilizzati come scambio di voti in un sistema sempre più clientelare. Da farmacista e biologa che ha operato nel settore sanitario da decenni, introdurrei gli sprechi di denaro pubblico nel settore sanitario, che si potrebbero far risalire alla creazione delle così dette “esternalizzazioni”, avviate negli anni Novanta, periodo che corrisponde all’avvento di Forza Italia che risale al 1994. In effetti la Legge quadro sui lavori pubblici n. 109/1994, nota come legge Merloni, ha avviato la tendenza alla privatizzazione e aziendalizzazione della Pubblica Amministrazione, fatta passare come “ottimizzazione” dei costi e dell’efficienza mentre, in realtà, si è avviato quel processo, da me più volte denunciato, che ha portato a far lievitare la spesa per servizi esterni rispetto alla spesa per il lavoro dipendente pubblico.

Regione Lombardia, è da trent’anni in mano al centro destra con Forza Italia, il famigerato partito creato da Silvio Berlusconi, e con la Lega. I risultati si sono visti già dal primo mandato di Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia dal 1995 al 2012 quando venne fermato a causa dello scandalo per favori alla Fondazione Maugeri e all’Ospedale San Raffaele in cambio di ingenti pagamenti a intermediari, con un’associazione a delinquere finalizzata a reati contro la Pubblica Amministrazione. Ricevette oltre 61 milioni per la clinica Maugeri di Pavia e 9 milioni per l’Ospedale San Raffaele, entrambe strutture private, per far approvare provvedimenti regionali favorevoli alle due istituzioni sanitarie. Formigoni fu l’artefice del cambio di rotta della sanità italiana che, da pubblica, divenne, di fatto, privata con la creazione di Azienda Sanitaria, ASL, come risultato dell’aziendalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, SSN.
Tutto questo è stato permesso dalle loro azioni, consapevolmente mirate, atte a distruggere dei beni pubblici cambiando il Titolo V della Costituzione (2001), decentralizzando, di fatto, la sanità e assegnando alle Regioni poteri legislativi e organizzativi su di essa, pur mantenendo allo Stato la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Operazioni compiute da un pregiudicato condannato, pur mantenendo le disastrose azioni da lui compiute. Ecco il motivo per cui io accuso Regione Lombardia dei disastri avvenuti nel periodo “pandemico” con i relativi decessi con cure non idonee che hanno fruttato alla sanità lombarda utili garantiti dai costi elevati di diarie giornaliere. Costi sostenuti da soldi pubblici, compresi i vari bonus elargiti al personale che sarebbero stati pari ad 80 milioni – così come sottolineato dal presidente della Regione Lombardia in una diretta Facebook – lievitati ad 82 milioni. Proprio in Regione Lombardia è stato condotto il processo di “privatizzazione” che io denunciai come pericoloso in un mio articolo apparso su Alessandria Today il 19 dicembre 2022 e come affermato nella relazione scritta il 25 Ottobre 2023 dalla dottoressa Maria Elisa Sartor che si occupa di Scienze dell’organizzazione, delle configurazioni e dei processi di trasformazione dei sistemi sanitari, docente nel Dipartimento di Scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano e successivamente descritto nel testo “La privatizzazione della sanità lombarda dal 1995 al Covid-19” che, avvalendosi di documenti e di dati chiarisce come, alla radice del calo di efficienza nell’affrontare i problemi legati alla salute, ci sia la ferma volontà di privatizzazione della sanità cominciata nel 1995 con l’ascesa di Roberto Formigoni. La stessa prosegue affermando che le ASL lombarde si sono trovate DISALLINEATE nelle funzioni espletate rispetto alle ASL del resto del Paese.
Cito un’intervista di Marco Brando del 30 ottobre 2023 a Maria Elisa Sartor in cui la stessa afferma che dietro il disastro Covid in Lombardia ci sia la sanità privatizzata e “ora quel modello rischia di essere esteso a tutta Italia”, aumentando i costi di una sanità sempre più al collasso. Di questi giorni è la notizia, datata 10 dicembre 2025, in cui si ammette che l’Ospedale San Raffaele è stato al centro dell’attenzione pubblica a causa di gravi disservizi che hanno generato un’ondata di preoccupazione. Disastri previsti e più che evidenti in una sanità che ha aumentato i costi diminuendo i servizi al cittadino che non trova spazio per delle visite se non a pagamento. Impossibile non fare cenno alla holding della famiglia Rotelli, Gruppo san Donato, gestita dall’’ex ministro Angelino Alfano, nominato presidente della holding nel luglio 2019, con l’obiettivo di traghettare il gruppo verso una potenziale quotazione in Borsa e l’espansione internazionale.
Il gruppo comprende tre istituti di ricovero e cura a carattere scientifico ( IRCCS) come l’ospedale San Raffaele di Milano, il policlinico San Donato e l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.
Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha denunciato sprechi pari a 7 milioni di euro spesi per un palazzo regionale rimasto inutilizzato con costi annui pari a 344 mila euro.

Per contro, alla luce dei disservizi creati, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana chiede più soldi al governo centrale e annuncia il progetto della creazione di un nuovo ospedale generalista “Città della Salute”. Si coprono le gravi inefficienze chiedendo maggiori spese ai cittadini e, nonostante i dati ministeriali indichino un calo della qualità della sanità lombarda, Fontana difende il sistema, citando anche l’eccellenza della risposta ospedaliera a eventi come quelli di Crans-Montaná. Di fatto anche per gli ustionati italiani ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano si sono sostenuti costi elevatissimi per decine di voli per far rientrare i pazienti. Operazioni trattate come emergenze umanitarie e sanitarie pubbliche sui cui costi ci sarebbe molto da discutere.
Si sono diminuiti i controlli anche della Corte dei Conti, che dovrebbe vigilare sulla gestione dei costi pubblici, portando ad una maggior diffusione di illegalità e di sprechi indebolendo, di fatto, la finanza pubblica.

La vastità dell’argomento richiede ulteriori approfondimenti che continueranno in altri articoli. Di fatto i cittadini continuano ad essere spremuti come limoni, mentre nelle alte sfere scialacquano. Meno tasse e più rigore e controlli sull’operato pubblico!
Ad majora semper!
Gianna Binda
Fonti:
- Vaccini anti COVID-19 e mortalità: ben venga un confronto scientifico serio – Scienza in Rete
- Sanità e Regione Lombardia: da affare sociale ad affare politico e privato – Alessandria Today
- La privatizzazione della sanità secondo il modello Lombardia – Centro Studi Sereno Regis
- Immagine – Gennaio 2026




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