LO SCORRERE DEL TEMPO VA INTERPRETATO

Carissimi lettori e lettrici,

Dobbiamo abituarci a leggere i “messaggi nascosti” nelle azioni che ci vengono presentate pertanto vi invito ad osservare attentamente l’immagine completa dell’affresco restaurato nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, appartenente al Fec-Fondo degli edifici di culto del ministero dell’Interno, che è stato al centro del “restauro dello scandalo”. Infatti di scandalo si tratta, scandalo gravissimo, poiché il messaggio nascosto è, a mio avviso, di chiaro segno monarchico o, comunque esprimerebbe un passaggio di consegne.

Un busto in marmo bianco dell’ultimo re d’Italia è posto al centro di due angeli di cui, quello alla sinistra porge una corona sabauda, mentre quello alla sua destra sorregge la mappa d’Italia come dono simbolico alla monarchia sabauda. Entrambi gli angeli sono chinati sul busto del re, sotto l’egida dello stemma Savoia.

Trattandosi di un contesto monarchico, serve ricordare come il 2 giugno 1946, con la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana, il re d’Italia, Umberto II di Savoia, venne esiliato in quanto la Costituzione repubblicana vietava l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale ai discendenti maschi di casa Savoia. Tale norma venne abrogata solo nel 2002 dall’allora Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, la cui elezione venne accolta con un articolo apparso sul New York Times che lo definiva “Re Giorgio” e, sembra, non a caso. Secondo delle vecchie dicerie, Giorgio Napolitano pare fosse figlio illegittimo di re Umberto II, poiché la madre, Carolina Radice nominata contessa di Napoli, era una delle dame di compagnia della regina.

Gianna Binda- Monotipo su carta-Il tempo

Giorgio Napolitano, inoltre, ha chiesto e ottenuto, dalla Corte costituzionale, la distruzione delle sue telefonate con l’ex ministro Nicola Mancino, nel carcere Ucciardone, dell’aprile 2013, intercettate su ordine di Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, inerenti la trattativa Stato-mafia. Questa iniziativa ha anche sollevato un conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo.

Il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, esponendo la propria amarezza per quanto accaduto, ha ribadito che l’immagine d’arte sacra e della tradizione cristiana non possa essere oggetto di utilizzi impropri o di strumentalizzazioni.

Tornando all’affresco il restauratore, Bruno Valentinetti, che ha eseguito interventi anche alla villa di Macherio di Silvio Berlusconi ed ha un passato politico, ha reso il volto dell’angelo che “consegna“ la mappa dell’Italia alla monarchia sabauda, molto somigliante a quello della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Si tratta di un’ottima mano artistica poiché la somiglianza è davvero straordinaria, come si può notare nell’immagine sottostante.

Che ne pensate, miei cari lettori e lettrici? Anche a voi i due volti sembrano somiglianti?

Qualora così fosse, pare impossibile non vedere in questa vicenda il messaggio di un passaggio di consegne forse premeditato o, almeno, auspicato. Invito il lettore a valutare e ad esprimere un parere su quanto esposto.

Rimozione dell’affresco per ripristinare il volto originale dell’angelo

Mi è giunta ora la notizia che il restauratore Bruno Valentinetti ha ricoperto il viso dell’angelo con una macchia bianca, su indicazione del Vaticano, in attesa di ripristinare il volto dell’angelo così come era in origine.

Ad majora semper!

Gianna Binda