L’ISOLA CARAIBICA DIVISA IN DUE: LA PARTE SETTENTRIONALE FRANCESE, SAINT MARTIN E QUELLA MERIDIONALE OLANDESE, SINT MAARTEN
Siamo viandanti cosmici e oggi vi invito a venire con me in questo luogo paradisiaco.
L’isola che vi presenti fa parte delle Isole Sopravento Settentrionali delle Piccole Antille, nel Mar dei Caraibi.

Venne divisa in due tra Francia, a nord e Paesi Bassi, a sud, dal Trattato di Concordia del 1648, firmato dopo che spagnoli, francesi e olandesi si contesero l’isola per decenni. La parte settentrionale, fino al 21 febbraio 2007 faceva parte del dipartimento d’oltremare di Guadalupa.
La leggenda narra che la divisione fu decretata da una corsa tra un francese ubriaco di vino ed un olandese ubriaco di gin. Partendo dalla stessa spiaggia, in direzioni opposte, il francese non subì la corte di giovani ragazze e riuscì a percorrere più velocemente 53 km² mentre l’olandese ne percorse 34 km² ottenendo la parte meridionale dell’isola, ricca di sale, oggi non più commercializzato.
La valuta è l’euro nella parte francese e il fiorino caraibico nella parte olandese, ma ovunque accettano il dollaro americano.
Da oggi, domenica 19 aprile 2026, comincia il carnevale caraibico con festeggiamenti e sfilate che si protrarranno per circa due settimane. Le celebrazioni includono concerti e la Grand Parade, con il fulcro dell’azione presso il Carnival Village a Philipsburg.
Sbarcando dalla nave da crociera, a Philipsburg, si percorre la Front Street costeggiata da negozi, che offrono piccoli monili e una borsa con il logo a chi entra anche solo per curiosare.
Si possono trovare taxi, taxi boat, il bus rosso su due piani, Hop-on Hop-off a circa 50 USD, dei piccoli bus al prezzo di circa 26 dollari a persona o auto a noleggio che consentono di girare l’isola con le sue 37 spiagge, tra cui spicca Maho Beach, con il mare dal magico e cristallino colore azzurro caraibico con spettacolari sfumature turchesi.
Ho preso il taxi boat, a 7 dollari, per arrivare alla laguna di Great Bay Beach, lunga distesa di sabbia bianca dove il mare mi ha accolta con la sua eterna musica lasciando sulla spiaggia piccole lacrime di conchiglie.

Lungo la spiaggia ci sono locali ricostruiti in legno dopo l’uragano Irma del 2017, tra cui spicca il ristorante Mulino.

Impossibile non immergersi nelle invitanti acque che, spumeggiando, si frangono sulla spiaggia finissima e bianca, ma serve molta prudenza a causa della corrente di risacca che porta al largo e rende faticoso tornare a riva.
Lì si possono affittare moto d’acqua ed una incredibile jet car gialla, molto appariscente.

Spostandosi verso la costa occidentale e restando nella zona olandese si arriva a Maho Beach.

Gli aerei possono arrivare a 20-30 metri dalla vostra testa offrendo un’esperienza visiva e sonora incredibile ed impressionante.

Spettacolo unico, ma si deve prestare la massima attenzione poiché il getto violento dei reattori degli aerei in partenza, jet blast, può scaraventare in mare i bagnanti e pare che ogni tanto ci scappi il morto a causa di esibizionisti incuranti del pericolo.
Percorrendo l’isola verso ovest si arriva a Marigot, città capoluogo della collettività francese di Saint Martin, nota per il suo mercato del mercoledì e del sabato mattina e dominata dai resti del Ford Louis.
Sempre lungo la costa della zona nord, francese, potrete giungere alla località residenziale Cul de Sac, fondo del sacco o vicolo cieco, una piccola insenatura con un porticciolo da cui partono le barche per la vicina Pinel Island che può essere visitata anche con una gita in barca di mezza giornata.

Scendendo lungo la costa orientale arriviamo a Orient Beach, la spiaggia di nudisti e, giustamente, vi è affisso questo originale cartellone.

Più a sud, a Oyster Pond, vi sorprenderete ad osservare le Iguane che ben si mimetizzano con la verde vegetazione locale.

Rientrando a Philipsburg sono rimasta attratta, presa da nostalgica italianità, dal negozio “Milano Jewelry”, dove mi ha accolta calorosamente il titolare Vick Makhija che mi ha stupita offrendomi un piccolo pensiero di benvenuto che ha contribuito a creare un bellissimo ambiente familiare.

È straordinario sentirsi all’estero come a casa propria, valicando la semplice posizione geografica.
Questo paradiso terrestre dovrebbe esserci in ogni angolo della terra cancellando le guerre e le rivalità che, purtroppo, ci circondano.
Una nota stonata, dal mio punto di vista, è data dalle guardie di sicurezza privata che, come in moltissimi altri posti, crea un ambiente innaturale. Girando il mondo mi ero rattristata già a Moorea che, nel giro di vent’anni, si è trasformata in un’oasi privatizzata. Le spiagge pubbliche ora sono diventate private, o gestite da privati, ed il popolo è complice di questa trasformazione, contribuendo a pagare per essere “fruitore” di un posto in un luogo che era già suo.
Dopo tante notizie terribili che in questi anni stanno investendo la serenità del mondo intero, credo sia doveroso cercare di elevare le nostre vibrazioni, per quanto ci sia possibile, così da contrastarne l’energia negativa. Spero di esserci riuscita trasportandovi in paradiso, anche se per la breve durata di questa lettura.
Voi cosa ne pensate? Spero di essere riuscita a coinvolgervi e vi aspetto numerosi anche nei commenti.
Ad majora semper!
Gianna Binda



