DOLCI RICORDI DI VIAGGIO

Gianna Binda-Olio su tela- Dalla finestra il mio paese natale

Carissimi lettori e lettrici,

Vi confesso che sono ripartita dal Rifugio Martina con una profonda nostalgia. Dal ristorante il caro cugino Alberto ci ha portati fino alla sbarra del parcheggio di Piano Rancio.

Molti si sono incamminati lungo il sentiero innevato in una camminata tra boschi di faggio e prati con piccole e deliziose case di villeggiatura dove adorerei soggiornare in questo contesto così bucolico, lontano dal clamore e dalla confusione della nostra vita quotidiana. Il tragitto è rilassante: l’ho percorso spesso fino al laghetto sottostante il Rifugio Martina, dove si abbeveravano le mucche al pascolo.

In circa trenta minuti di piacevole cammino si copre un dislivello di 150 metri. È un sentiero adatto anche ai bambini tant’è che molti lo percorrono persino con i passeggini.

Arrivati alla macchina siamo partiti per il Ghisallo dove si trova il caratteristico santuario della Madonna del Ghisallo. Questo luogo deve il suo nome a un viandante che, in epoca medievale, fu assalito dai briganti e fece il voto di costruire la chiesa per essere stato graziato e miracolato.

Santuario della Madonna del Ghisallo

La Madonna del Ghisallo è venerata dai ciclisti che passano da qui sia durante il Giro di Lombardia sia per il Giro d’Italia. Accanto al santuario si trovano il Museo del Ciclismo e il Monumento al ciclista, realizzato dallo scultore comasco Elio Ponti.

Facciata laterale del Museo del Ciclismo

Mia sorella Patrizia ricordava con nostalgia il pranzo del suo matrimonio al Ghisallino, un noto ristorante del posto.

Dal Ghisallo parte anche un percorso per gli appassionati di escursionismo che porta ad Asso. L’itinerario passa per il comune di Barni, la Conca di Crezzo, Lasnigo e Megna – un piccolo borgo caratterizzato da abitazioni in pietra che io adoro – per poi arrivare sulla strada Provinciale Canzo-Bellagio.

Passando infine da Magreglio e da Barni, che offre una suggestiva vista sulla valle, siamo arrivati a Canzo.

Cascata della Vallategna situata tra Canzo e Asso

Ci siamo fermati ad ammirare la Cascata della Vallategna, circondata da lussureggianti boschi, la cui bellezza venne celebrata anche dallo scrittore Stendhal nel 1818. Qui la Brianza si intreccia con la Valassina, e in passato la cascata alimentava le nove filande locali dell’epoca. Il salto d’acqua, originato dal torrente Foce, crea un piccolo laghetto prima di confluire nel fiume Lambro.

Siamo transitati davanti alla stazione di Canzo-Asso, capolinea della ferrovia Milano-Asso, prima di raggiungere la storica “pasticceria Ponti” di Canzo.

Stazione ferroviaria Canzo-Asso

Lì due pasticcerie si trovano l’una di fronte all’altra e resta l’imbarazzo della scelta per chi non conosce o non ha frequentato quella storica, situata sulla destra guardando dal piazzale.

Storica pasticceria Ponti di Canzo

Desiderosi di prolungare la nostra giornata insieme, siamo entrati a gustarci una bella cioccolata calda, chiacchierando amabilmente.

Caratteristica pubblicità del Pan Meino

Il Pan Meino, o Pan de mej, è un dolce caratteristico lombardo il cui nome deriva dal miglio, ingrediente un tempo usato insieme ad altre farine per la panificazione. Con il tempo, questo pane si trasformò in un dolce preparato per il giorno di San Giorgio che, secondo il calendario ambrosiano, cade il 23 aprile. In questa data fiorivano i sambuchi e si stipulavano i contratti per la fornitura del latte tra mandriani e lattai. Oggi il dolce si prepara utilizzando farina di mais e fiori di sambuco essiccati. Ecco la ricetta per gli amanti della cucina:

Ingredienti Pan de mej
Per 20 biscotti
250 gr di farina di miglio
125 gr di zucchero semolato
100 gr di burro chiarificato
1 uovo
7 gr di lievito di birra
q.b latte intero consentito
1 cucchiaio di fiori di sambuco essiccati

Preparazione Pan de mej
Impastare lievito e farina con poca acqua o con un po’ di latte. Aggiungere lo zucchero, i fiori di sambuco, l’uovo e il burro sciolto a bagnomaria. Formare un panetto e lasciarlo lievitare coperto da un telo per 2 ore.
A lievitazione ultimata formare dei panini leggermente schiacciati. Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per 15/20 minuti: verificare la cottura con uno stecchino prima di sfornare

Le giornate in questa fine di febbraio sono molto belle e non particolarmente fredde, tanto che molti clienti erano seduti ai tavolini esterni dell’altra pasticceria.

La nostra gita si è conclusa con il ritorno a Como nelle rispettive abitazioni. Vi invito a leggere anche l’altro mio precedente articolo: DIARIO DI VIAGGIO DA COMO AL RIFUGIO MARTINA-MONTE SAN PRIMO-ALPE DEI PICIETTI https://antexo.com/diario-di-viaggio-da-como-al-rifugio-martina-monte-san-primo-alpe-dei-picietti/.

Spero di avervi dato degli ottimi spunti per una vostra gita domenicale e vi aspetto numerosi nei commenti!

Ad majora semper!

Gianna Binda