Opera di apertura: L’ANIMA NON SCADE
Il business dei cimiteri e la monetizzazione della memoria.
Esiste un confine sottile dove il dolore umano viene catalogato, registrato e sottoposto a una scadenza. Questa opera nasce da lì: dal rifiuto di accettare che il ricordo diventi contabilità.
Ai margini, una griglia geometrica in blu di Prussia traccia linee rigide e silenziose, come i registri burocratici che pretendono di recintare l’eternità e monetizzare l’assenza. Ma l’anima non si lascia rinchiudere. Al centro dell’opera esplode un sole fluido di giallo vivo e bianco di titanio: è l’atto di disobbedienza della memoria, una luce ribelle che sborda e spezza la gabbia dei confini umani.
Le micro-venature impresse nel colore sono le radici stesse della terra, l’energia vitale che continua a respirare oltre ogni schema. Perché la memoria non scade a tempo. L’amore non paga un canone di locazione. È pura luce che reclama il suo spazio nel mondo.


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