COME LEGALIZZARE UN CRIMINE

Carissimi lettori e lettrici,

di fatto ci troviamo di fronte all’evoluzione più spietata e cinica di un sistema che, dietro la maschera del “progresso” e dei “diritti”, sta portando avanti un disegno agghiacciante. I dati ufficiali e le denunce internazionali squarciano il velo di ipocrisia: in Canada, la legge sulla morte medicalmente assistita (MAID) si è trasformata in uno strumento di epurazione sociale ordinata.

La legge richiede che il paziente provi una “sofferenza intollerabile che non può essere alleviata in condizioni che il paziente considera accettabili”. Il dettaglio immorale, secondo i critici, risiede nell’interpretazione di queste condizioni.

Cito uno dei casi limite realmente accaduti: i media hanno documentato casi di cittadini (come il celebre caso di Sophia, una donna di 51 anni affetta da grave sensibilità chimica ambientale) che hanno ottenuto il MAID non perché la loro malattia fosse incurabile, ma perché il sussidio statale non permetteva loro di pagare un alloggio adeguato e privo di agenti inquinanti.

Vi invito a riflettere attentamente su un paradosso burocratico e sanitario che si ritiene eticamente inaccettabile: morte rapida verso cure lente. In molte province canadesi, un cittadino può ottenere l’approvazione e l’esecuzione del MAID nel giro di 90 giorni (il periodo di valutazione standard per il Track 2). Al contrario, i tempi di attesa per accedere a un alloggio sociale, a specialisti del dolore, a terapie psichiatriche o a cure palliative avanzate possono richiedere mesi o addirittura anni. L’immoralità consiste nel mettere una persona vulnerabile davanti a una scelta forzata: aspettare anni soffrendo in povertà o accedere alla morte in tre mesi.

Differenza tra suicidio e il MAID

La denuncia arriva dal Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità, un organismo la cui stessa esistenza rappresenta un paradosso: in un Paese autenticamente civile, infatti, tali tutele non dovrebbero aver bisogno di un comitato per essere garantite.

L’ONU ha denunciato come l’eutanasia stia diventando una forma di “aiuto pubblico” — una scorciatoia burocratica — somministrata a chi finisce escluso dall’assistenza sanitaria, a chi è senza lavoro, senza una casa o vive in condizioni di estrema povertà.

Nata nel 2016 con la promessa di circoscrivere la morte volontaria a casi di estrema e provata gravità terminale, la legge canadese è stata progressivamente allargata. Con l’introduzione della misura denominata “Track 2”, lo Stato ha svincolato l’eutanasia dalla condizione di morte imminente.

I risultati di questa deriva sono spaventosi così come comunicato dal ministero della salute canadese:

  • Oltre 16500 decessi nel 2024 tramite assistenza medica, quasi il 5,1% dei decessi totali del Paese.
  • Dato complessivo: dall’introduzione della legge nel 2016, i decessi totali accumulati tramite MAID in Canada hanno ormai ampiamente superato le 76.000 persone e si stanno avvicinando rapidamente alla drammatica quota di 100.000.
  • Il primato del Québec: In alcune province la percentuale è ancora più alta. Nel Québec, ad esempio, la MAID è arrivata a coprire il 7,9% di tutti i decessi complessivi.
  • Centinaia di persone giustiziate legalmente senza alcuna vera motivazione sanitaria terminale, ma solo perché gravate da disabilità non assistite o disagio sociale.
Gianna Binda-Stampa su carta-Vite Spezzate

Vi invito ad analizzare la svolta del 2021 e l’introduzione del “Track 2” (Bill C-7).

In seguito a una decisione giudiziaria della Corte Superiore del Québec (caso Truchon), che aveva ritenuto discriminatorio limitare l’eutanasia ai soli malati terminali, il Parlamento ha approvato una profonda riforma. La legge ha suddiviso le richieste in due percorsi distinti (Tracks): 

  • Track 1: Per i pazienti la cui morte naturale è ragionevolmente prevedibile (mantenendo le vecchie regole).
  • Track 2: Per i pazienti affetti da patologie o disabilità gravi e irreversibili, ma la cui morte naturale NON è imminente o prevedibile a breve termine. 

Con il “Track 2”, l’eutanasia è stata svincolata dal concetto di fine vita, aprendo l’accesso a persone con dolori cronici o disabilità fisiche permanenti, a patto che la sofferenza sia ritenuta intollerabile dal paziente e non vi siano trattamenti accettabili.

Di fronte alle enormi proteste dell’opinione pubblica, delle province (come l’Alberta) e dei comitati medici, il Parlamento canadese ha dovuto approvare una moratoria d’urgenza che ha rinviato questa contestatissima espansione al 17 marzo 2027. Un comitato speciale di deputati e senatori ha raccomandato di non procedere oltre perché il Paese non è assolutamente pronto a gestire un simile livello di vulnerabilità etica. Ma fino a quando questa deriva sarà fermata?

Illegalità del suicidio assistito

Considero questa deriva del suicidio assistito una grave piaga sociale: il superamento del concetto di ‘morte imminente’ ha ormai spostato il tema dalla medicina alla filosofia e alla sociologia, trasformando il Canada nel fulcro del dibattito globale sui limiti etici di questa pratica

Emerge con assoluta chiarezza, carissimi lettori, la deriva cinica di un sistema che usa la maschera del ‘progresso’ per nascondere un disegno spietato. I dati e i rapporti internazionali costringono a guardare in faccia la realtà: in Canada, l’eutanasia è diventata un vero e proprio reato legalizzato di stato, una scorciatoia burocratica convertita in uno strumento di epurazione sociale contro i più deboli.

Ma l’analisi dei fatti ci deve portare a collegare quanto sopra descritto al nazismo ed ai files Epstein. I documenti emersi dalle indagini e dai file desecretati su Jeffrey Epstein hanno confermato che il finanziere statunitense nutriva una forte ossessione per l’eugenetica, il transumanesimo e la selezione genetica. Epstein aveva teorizzato e discusso con vari scienziati un piano per utilizzare il suo ranch nel New Mexico come base per inseminare contemporaneamente decine di donne, con l’obiettivo di “inseminare la razza umana” con il proprio DNA e creare una discendenza geneticamente modificata o “superiore”. Nelle sue farneticazioni si parlava anche di clonazione e di selezione biologica. L’accostamento al nazismo risiede proprio nel concetto di selezione biologica e purificazione della specie. Storicamente, il regime nazista ha rappresentato l’applicazione più estrema, sistematica e violenta delle teorie eugenetiche (fino ad allora diffuse anche in ambiti accademici occidentali a inizio ‘900), culminando nelle leggi razziali, nella sterilizzazione forzata dei disabili e nello sterminio di massa. Possibile pensare ad una medesima matrice finalizzata alla manipolazione, alla selezione biologica e al controllo della popolazione mondiale da parte di poteri transnazionali?

E voi, cari lettori, cosa ne pensate di questa deriva?
Credete che dietro queste leggi si nasconda un cinico abbandono di Stato verso i più deboli o ritenete che sia una scelta di libertà? Di fronte a un sistema che offre la morte al posto delle cure, il silenzio diventa complicità.

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Ad majora semper!

Gianna Binda

Fonti:

https://magisterosalute.chiesacattolica.it/il-caso-lonu-denuncia-in-canada-eutanasia-per-disabili-malati-di-mente-e-poveri/