La fine del tempo dell’attesa

Gianna Binda-Olio su tela-Vibrazioni universali

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!»
(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78)

Carissimi lettori e lettrici,

fino a oggi ci siamo limitati a difenderci. Abbiamo subìto i colpi, abbiamo reagito alle emergenze indotte e abbiamo cercato di proteggere quel poco che ci veniva lasciato. Ma la difesa passiva non ha mai vinto nessuna battaglia, né sul piano geopolitico né su quello delle frequenze energetiche. Giocare in difesa significa accettare le regole del gioco imposte dal nemico, rimanendo confinati nella paura e nella reazione. Quel tempo è finito. Oggi le coscienze si ridestano e la parola d’ordine cambia radicalmente: ora giochiamo in attacco.

Dobbiamo uscire dalla trappola della reazione ed effettuare un cambio di frequenza.

Il sistema globalista si alimenta della nostra reattività. Crea una crisi, che sia economica, sanitaria o bellica, e aspetta che noi reagiamo indignati, abbassando le nostre vibrazioni sulla frequenza della rabbia e dell’impotenza. Giocare in attacco significa smettere di rispondere ai loro stimoli. Significa smettere di indignarsi per l’ennesimo diktat dell’Unione Europea o per l’ennesima privatizzazione selvaggia, e iniziare a costruire attivamente e in autonomia le nostre soluzioni. Non contestiamo il vecchio mondo: CREIAMO IL NUOVO.

Siamo consapevoli della loro trappola burocratica: creano leggi con un “click” e il nostro è lungo cammino.

Dobbiamo essere lucidi: il sistema sa che stiamo cercando di scappare e sta facendo di tutto per complicarci le vie di uscita. Loro giocano con regole truccate. Una classe politica collusa e asservita a poteri stranieri immette leggi capestro per noi e per il Paese con un semplice click, distruggendo diritti e svendendo beni pubblici in una notte.

Al contrario, quando noi cittadini cerchiamo di organizzarci per distruggere i loro sporchi giochi e costruire alternative sovrane, veniamo scaraventati in un lungo e sfibrante iter burocratico. È una strategia deliberata per usurarci, rallentarci e spegnere il nostro entusiasmo. Lo sto toccando con mano proprio ora, nel percorso per la creazione del progetto dell’Agenzia delle Uscite come da mio articolo ROVESCIARE LA PIRAMIDE: L’AGENZIA DELLE USCITE PER RIPRENDERCI IL FUTUROhttps://antexo.com/rovesciare-la-piramide-lagenzia-delle-uscite-per-riprenderci-il-futuro/: un labirinto di moduli, permessi e cavilli opposto alla rapidità con cui loro firmano la nostra condanna. Ma questa disparità non deve scoraggiarci, deve anzi diventare il carburante della nostra rabbia costruttiva.

Sappiamo che approvano leggi utili al loro sistema predatorio. La nuova legge, approvata il 7 gennaio 2026, stabilisce che i dipendenti pubblici che commettono errori gravi — che oggi potrebbero anche essere reati — non ne risponderanno, poiché l’abuso d’ufficio è stato abolito e chi commette questi sprechi in perfetta malafede resta impunito. Dovranno risarcire al massimo il trenta per cento del danno e, comunque, non oltre due anni del proprio stipendio. Questo significa che la maggior parte della perdita economica viene pagata interamente dai cittadini attraverso le tasse. Ma ciò non è bastato loro. Il Procuratore Generale della Corte dei conti, che ora coordina tutte le procure locali, viene nominato su proposta del Presidente del Consiglio e ha, quindi, un forte legame con il potere politico. Pertanto esiste il fondato timore che le nuove proposte di cambiamento, come la mia idea di istituire l’Agenzia delle Uscite, vengano manipolate o bloccate da questo sistema di potere. Questo passo rappresenta comunque l’inizio di una ferma protesta contro una forma di strapotere legalizzato.

Vi invito a visionare questo link https://vm.tiktok.com/ZN86BHxt7/come spunto di riflessione sul dibattito del Superbonus. Nonostante le narrazioni ottimistiche, questa politica ha dato prova di favorire un massiccio passaggio di denaro da pubblico a privato, un concetto che avevo già intuito nel 2012 e che ho trasformato in una mia poesia che declamo nel video inserito in fondo all’articolo. Infatti, sebbene uno studio condotto nel 2021 da Luiss Business School e OpenEconomics ipotizzasse che la misura avrebbe generato un saldo positivo per lo Stato pari a 811 milioni di euro, la realtà ha preso una direzione opposta. Di fatto si è trattato di un preventivo totalmente sballato che ha finanziato la ricchezza di pochi privati: lo Stato “pensava” di fare un investimento contenuto, ma la spesa è esplosa fuori controllo, trasformandosi in un imponente trasferimento di denaro pubblico a vantaggio di banche, imprese edili e proprietari di immobili di pregio, lasciando il debito sulle spalle di tutti i contribuenti.

Le loro pesanti burocrazie rivolte al popolo

Le nostre armi dell’attacco: Consapevolezza, Unità e Disobbedienza Etica

Cosa significa “giocare in attacco” di fronte a questi ostacoli? Significa superare la burocrazia attraverso la determinazione e la piena consapevolezza del nostro valore.

  • Sostenere progetti alternativi come l’Agenzia delle Uscite, proteggendoli collettivamente e spingendoli oltre i muri di gomma istituzionali. I sistemi complessi e incancreniti sono apparentemente imbattibili, ma sono anche estremamente rigidi. Quando i cittadini smettono di subire passivamente e iniziano a costruire progetti concreti come l’Agenzia delle Uscite, creano un precedente. Ogni persona che si ridesta, ogni rete territoriale che si emancipa dalle logiche globaliste e ogni iniziativa che aggira la burocrazia punitiva rappresenta un granello di sabbia che manda in cortocircuito l’intero ingranaggio.
  • Creare reti di economia solidale e locale per sganciarsi dalle multinazionali depredatrici.
    Finché la battaglia si gioca sul piano dei ricorsi burocratici, dei tempi della giustizia ordinaria o della protesta di piazza fine a se stessa, il sistema vincerà sempre, perché ha ridefinito le regole a proprio vantaggio. Vincere significa cambiare il piano del gioco: non cercare di riformare un sistema corrotto, ma renderlo obsoleto creando strutture parallele (nella scuola, nella sanità, nell’economia e nella gestione dei diritti) che rispondano ai bisogni reali del popolo.
  • Disobbedire eticamente a ogni norma che calpesta la dignità umana e l’articolo 11 della nostra Costituzione.
    Questo è l’attacco: sottrarre la nostra energia vitale, il nostro tempo e il nostro denaro a chi ci vuole schiavi, aggirando le gabbie che ci costruiscono attorno.
    La sottomissione si regge sulla percezione che non ci sia un’alternativa e che la solitudine del singolo sia l’unica realtà possibile. Quando un gruppo di persone si muove in modo compatto, fiero e organizzato, rompe l’ipnosi collettiva della “rana bollita”. Il valore della nostra azione congiunta non è solo nel risultato immediato del progetto, ma nella sua capacità di fungere da faro e da esempio per migliaia di altre persone pronte a svegliarsi, generando un effetto domino non quantificabile dai loro algoritmi di controllo.

Gianna Binda-Olio su tavola, tecnica mista- Voglia di Libertà, IL VARCO

Non ultimo sarà il salto quantico dell’Anima Italica

La vera forza dello Stivale non è mai stata la sottomissione, ma la genialità creatrice. Quando decidiamo di giocare all’attacco, attiviamo un salto quantico energetico. Passiamo dallo stato di vittima a quello di creatori della nostra realtà. Ripuliamo le nostre frequenze collective dalle manipolazioni transatlantiche e atlantiste e iniziamo a dettare noi le regole. La sovranità non si chiede in ginocchio, si esercita in piedi.

Vi invito a leggere il mio articolo IL CALCIO DELLO STIVALE: RISVEGLIARE LE FREQUENZE DELL’ITALIA SOVRANA

Questo è un ulteriore APPELLO alla carica collettiva – UNITI PER VINCERE.

Non c’è più spazio per i tiepidi o per chi aspetta che qualcun altro salvi il Paese. La pentola della “rana bollita” è stata scoperchiata; ora dobbiamo ribaltarla. Di fronte ai loro click facili e alla loro burocrazia punitiva, opponiamo un fronte compatto, forte e fiero. Riprendiamoci la nostra terra, la nostra moneta, la nostra cultura e la nostra libertà. Il fischio d’inizio è già suonato: compattiamo le fila, sosteniamo i progetti di vera liberazione e andiamo a vincere la nostra partita più importante.

Davanti ai loro silenziatori burocratici e ai loro inganni legislativi, la nostra unicità e la nostra unione granitica sono l’arma che frantumerà ogni loro castello di carta: riprendiamoci lo Stivale, uniti e fieri, perché la nostra dignità non si negozia, si impone!

La vittoria non è un evento improvviso, ma un processo graduale di erosione del vecchio mondo a favore del nuovo. La storia dimostra che nessun potere, per quanto radicato, è eterno quando il popolo ritrova la compattezza e la consapevolezza della propria dignità.

Tutto nasce dalla consapevolezza della nostra forza e vi invito a leggere il mio articolo “DIO” È DENTRO DI NOI https://antexo.com/dio-e-dentro-di-noi/

Voi cosa ne pensate? Unitevi a me e diffondete il messaggio per aumentare la consapevolezza!

Ad majora semper!

Gianna Binda

Mio video, del 20 luglio 2012, con la mia poesia https://youtu.be/abSxOhIcmiE

LA NATURA PIANGE

Questa strana primavera
vede la natura
piangere inconsolabilmente dinanzi a un tale imbroglio
che l’accomuna a noi poveri mortali.
Mani contaminate hanno cancellato le bellezze naturali per costruire e cementificare, distruggere e depredare.
Hanno svenduto quanto di bello l’uomo aveva lasciato in un mirabile passaggio di denaro che da pubblico diventa privato