ATTENZIONE: QUESTO È UN INVITO ALL’AZIONE!
Non troverete qui retorica filosofica, giri di parole o ritratti idealizzati del passato. Questa è una chiamata alle armi per il popolo lavoratore, istruito e corretto che oggi tiene in piedi questo Paese, mentre l’élite ne divora le risorse per i propri vizi. I tempi stringono: dobbiamo agire subito e uniti, prima che chiudano i cancelli della conoscenza per rimetterci le catene dell’ignoranza.
Leggete, organizziamoci e prendiamoci ciò che ci appartiene.
Cari lettori e lettrici,
da oltre duemila anni ci ripetiamo la stessa, amara frase: «mala tempora currunt», i tempi sono cattivi. Ci viene insegnato a subire il declino come una condanna storica inevitabile, a guardare Cicerone come l’eroe della legalità e Catilina come il mostro eversivo (63 a.C.). Ma la storia è scritta dai vincitori e, se grattiamo la superficie della retorica, Cicerone rivela il volto del leader dispotico, arrogante, specchio perfetto delle élite gerarchiche odierne: uomini arroccati al vertice della piramide che usano lo “stato di emergenza” e la forza per silenziare il dissenso ed evitare di affrontare il fallimento sociale ed economico del proprio sistema.
Dal 63 a.C. ad oggi non è cambiato nulla, anzi la situazione è peggiorata perché siamo tornati ai tempi dei Borgia, dove l’avanzata di una «gentaglia» dedita agli ozi e ai vizi nel completo immoralismo — che ricalca i moderni, inquietanti file Epstein — occupa i vertici del potere. Questa élite, sempre più insaziabile e ignorante, sopravvive sperperando il denaro pubblico per acquistare favori, tessere reti clientelari e garantirsi protezioni, difendendosi dietro forze armate pagate proprio con le tasse di quel popolo che subisce l’ingiustizia.
Nel 494 a.C., il patrizio Menenio Agrippa convinse la plebe in rivolta a tornare a lavorare usando la famosa metafora del corpo umano, secondo cui il popolo rappresenta le membra che faticano e il Senato lo stomaco che accumula cibo ma lo ridistribuisce.
Oggi quell’apologo è ufficialmente morto poiché lo “stomaco” dell’élite è diventato un parassita insaziabile che consuma tutto per i propri vizi, mentre la reale capacità, l’istruzione e la correttezza albergano nel popolo lavoratore che manda avanti il mondo e che deve riprendersi i propri giusti diritti.
La piramide va rovesciata, ma c’è un’urgenza drammatica: dobbiamo farlo adesso, prima che l’élite attui l’ultima mossa per blindare il proprio potere, ovvero rendere di nuovo l’istruzione un appannaggio esclusivo di pochi. L’élite ha capito che un popolo colto è un pericolo mortale, per questo sta impoverendo la scuola pubblica e l’università, cercando di rimettere le catene dell’ignoranza alla base della piramide prima che il vantaggio della conoscenza diventi incolmabile. Per decenni la politica — da destra a sinistra, dimostrando come ogni colore dell’élite condivida la stessa fame predatoria — si è concentrata solo sulla creazione di una spietata macchina fiscale per spremere i cittadini, come l’Agenzia delle Entrate nata sotto il governo D’Alema nel 1999, ma nessuno ha mai voluto creare l’esatto opposto: un’Agenzia delle Uscite.
Questo nuovo organo non deve essere un ministero politico, ma un ente di controllo civile indipendente, un’arma in mano al popolo con il potere di porre un veto preventivo per bloccare all’istante qualsiasi finanziamento pubblico palesemente clientelare, garantire la trasparenza totale attraverso un registro pubblico dove ogni cittadino può monitorare dove finisce ogni singolo centesimo di euro versato allo Stato, e istituire il reato di disastro erariale per il sequestro immediato dei beni personali e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i politici che disperdono il denaro pubblico.
Per imporre questa svolta istituzionale prima che ci tolgano gli strumenti culturali per farlo, il popolo deve utilizzare una strategia di pressione dal basso, mobilitazione digitale e contro-potere civico, poiché il sistema attuale cede solo quando si accorge che il costo di ignorare i cittadini è superiore al costo di cedere alle loro richieste.
Il primo passo è la campagna di iniziativa popolare digitale: dobbiamo scrivere il testo tecnico e costituzionale che istituisce l’Agenzia delle Uscite raccogliendo centinaia di migliaia di firme in pochi giorni tramite SPID e CIE, usando la tecnologia di massa prima che la burocrazia la limiti.
In parallelo, programmatori, hacker etici, commercialisti e giornalisti d’inchiesta possono unire le forze per creare una piattaforma web indipendente (Open Source) che mappi e pubblichi online ogni spreco politico, togliendo all’élite la sua maschera di rispettabilità attraverso dati inoppugnabili.
Infine, occorre attuare la secessione delle competenze: l’élite attuale è tecnicamente incapace e gestisce lo Stato solo perché ingegneri, medici, insegnanti e lavoratori qualificati mettono a disposizione la propria intelligenza per far funzionare i ministeri; se la classe produttiva fa rete, rifiuta gli incarichi clientelari e si organizza in comitati di gestione autonomi, la piramide decisionale dei parassiti si paralizza.
I mala tempora non finiranno finché continueremo a finanziare la nostra stessa sottomissione, ed è per questo che rovesciare la piramide attraverso l’istituzione dell’Agenzia delle Uscite è una corsa contro il tempo: uniamoci subito per difendere la nostra conoscenza e riprenderci, insieme, il futuro che ci appartiene.
ALLEGATO TECNICO: BOZZA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
(Art. 71 della Costituzione Italiana)
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE E ORDINARIA PER L’ISTITUZIONE DELL’AGENZIA NAZIONALE DELLE USCITE PUBBLICHE (ANUP)
Art. 1 — (Istituzione e Autonomia)
- È istituita l’Agenzia Nazionale delle Uscite Pubbliche (ANUP). L’Agenzia è un organo di rilevanza costituzionale dotato di piena autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e d’azione.
- I vertici dell’ANUP sono selezionati esclusivamente tra cittadini aventi comprovate competenze tecniche e morali (magistrati contabili, economisti indipendenti, accademici), estranei a partiti politici negli ultimi 10 anni, eletti direttamente per titoli e concorso pubblico da un comitato di cittadini estratti a sorte.
Art. 2 — (Potere di Veto Preventivo)
- L’ANUP ha il potere di analizzare e porre il veto preventivo e vincolante su qualsiasi capitolo di spesa, bando pubblico, appalto, consulenza o “bonus” emesso dagli organi dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, qualora esso sia valutato privo di utilità sociale o sia palesemente orientato al clientelismo politico o allo spreco.
- L’ANUP congela l’erogazione dei fondi fino alla riformulazione dell’atto di spesa da parte dell’organo proponente.
Art. 3 — (Tracciabilità Totale Open Source)
- È fatto obbligo all’ANUP di istituire e mantenere il “Registro Unico Digitale della Spesa”. Ogni transazione monetaria dello Stato e della pubblica amministrazione deve essere registrata in tempo reale su una piattaforma open-source accessibile via web a ogni cittadino.
- La mancata pubblicazione immediata di un flusso finanziario costituisce reato di occultamento contabile.
Art. 4 — (Reato di Disastro Erariale e Responsabilità Patrimoniale)
- Viene introdotto nel codice penale il reato di “Disastro Erariale e Clientelare per Abuso di Denaro Pubblico”.
- I membri delle élite politiche e amministrative giudicati colpevoli di aver distolto fondi pubblici per favoritismi, clientelismo o sperpero sono puniti con:
- Il sequestro immediato dei beni personali presenti e futuri fino a concorrenza del danno causato.
- L’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la decadenza immediata da ogni diritto politico attivo e passivo.
Art. 5 — (Mandato Imperativo e Revocabilità – Recall)
- I rappresentanti politici eletti sono vincolati al programma economico e sociale depositato. L’ANUP monitora il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini.
- Viene introdotto l’istituto della revoca immediata (Recall): qualora il 10% degli elettori di un collegio ne faccia richiesta digitale, il portavoce politico viene sottoposto a referendum di revoca immediata per violazione dei doveri o immoralità.
CERCASI MEMBRI PER IL TEAM OPEN SOURCE “AGENZIA REALE”
L’élite non ci darà questa legge spontaneamente. Dobbiamo costruirla da soli. Stiamo creando il nucleo tecnico per mappare gli sprechi d’Italia. Cerchiamo:
- Programmatori & Data Scientist: per creare la piattaforma web e automatizzare l’estrazione dei dati della spesa pubblica.
- Commercialisti, Economisti & Avvocati: per analizzare i bilanci dello Stato e definire i cavilli legali della proposta di legge.
- Hacker Etici & Esperti Cyber: per garantire la sicurezza e l’anonimato della piattaforma.
- Giornalisti & Divulgatori: per trasformare i dati tecnici in inchieste comprensibili a tutti.
Non serve denaro, serve la tua competenza. Scrivici a: g.binda@antexo.com
Vi invito ad ascoltare questo mio video riferito ad una cartella di pagamento inviatami da parte dell’Agenzia delle Entrate: https://vm.tiktok.com/ZNRw12DXD/ attacco per la mia opera?




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