Sabotaggio invisibile: “l’onda ribelle” che sorge dal basso e travolge senza intermediari.
Carissimi lettori e lettrici,
stiamo vivendo in un’epoca in cui siamo sottoposti al dictat di un potere sempre piu dittatoriale che si avvale di un popolo complice.
Siamo vittime della strategia della rana bollita: riscaldando l’acqua un grado alla volta attraverso crisi continue, ci abituano alla perdita di libertà senza che ce ne accorgiamo. Non dobbiamo fare la fine di quella rana.Dobbiamo uscire dalla trappola prima che sia letale.
Basta unire i puntini di anni di politiche scellerate per comprendere il disegno complessivo. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: portarci al collasso attuale. È una crisi profonda, che mutila l’economia ma distrugge soprattutto i nostri valori. Ci hanno addestrati a barattare la libertà con la comodità, spingendoci verso un asservimento volontario.

Il Paese nega il futuro ai suoi giovani e toglie loro ogni ruolo attivo. Nel frattempo, potenti lobby senza scrupoli accumulano ricchezze nell’impunità e nell’inganno, trasformando le nuove generazioni in prede facili da manipolare e precarizzare.
Questo sistema politico-criminale non usa la forza bruta: usa il ricatto del bisogno. Quando le istituzioni si piegano a interessi criminali, i diritti diventano favori concessi dall’alto. Per sopravvivere, il cittadino viene indotto alla complicità: tollera il clientelismo, normalizza il voto di scambio, si convince che l’onestà sia un lusso inutile. Ma ogni inganno, prima o poi, si svela.
La mia scrittura ha un fine militante: denunciare il declino per trasformarlo in un’arma di liberazione. Il punto di rottura scatta qui, nell’istante in cui la consapevolezza converte la sottomissione in reazione. Non è un miracolo improvviso: è un preciso, inarrestabile risveglio psicologico e sociale.
Il passaggio dall’asservimento alla liberazione non è un semplice cambio di status giuridico o economico, ma una vera e propria metamorfosi identitaria. Quando l’individuo decide di sganciarsi dal sistema politico-criminale, smette di essere un suddito ricattabile e riacquista la statura di cittadino. Il sistema criminale prospera dividendo le persone e alimentando la guerra tra poveri. Il riscatto, al contrario, ricostruisce il tessuto sociale attraverso la solidarietà e la fiducia reciproca.

Siamo incazzati neri e tutto questo non lo accetteremo più! È il momento di alzare la testa: servono ribelli pronti a opporsi a questo folle sistema che premia l’incompetenza e calpesta il valore. Rompiamo il silenzio e riprendiamoci il nostro futuro!
(Guarda questo estratto fondamentale dal film “Quinto potere”: le parole di Howard Beale sono il manifesto della nostra rabbia e la scintilla per la nostra ribellione): https://youtu.be/G5TzmHb3nC4.
Viviamo in una prigione con le porte aperte: bisogna solo trovare il coraggio civile di varcare la soglia e iniziare a camminare a testa alta come indico da sempre.

Il mio è un invito alla resistenza silenziosa rivolto a migliaia di giovani che si uniscano praticando la disobbedienza civile rifiutando in massa i contratti pirata e il lavoro sottopagato. Senza bisogno di bandiere o di sigle istituzionali — spesso a loro volta infiltrate dal potere — queste persone possono compiendo l’atto più rivoluzionario possibile: negare la propria forza lavoro e il proprio consenso. Ciò significa aver capito che il sistema politico-criminale, privato della carne da macello delle nuove generazioni, si ritrova improvvisamente impotente.
Perché il potere di chi ci opprime non risiede nella sua forza, ma nella nostra sottomissione: togliamo il consenso, e l’intero sistema crollerà.
È così che nell’individuo consapevole si risveglia il ribelle: colui che scatenerà l’onda destinata ad abbattere la piramide oppressiva del male istituzionale.
Cosa ne pensate? Vi attendo numerosi anche nei commenti.
Ad majora semper!
Gianna Binda
Mia poesia:
CLASSI
Divisioni sociali
dall’uomo create
nella fiera delle vanità malate.
Uguaglianza, fratellanza e libertà
del loro significato svuotate,
abusate
da chi il mondo vuole diviso
per meglio mangiare e comandare.
Niente prima e seconda classe
nel mondo ideale
che segue l’ordine naturale
dove ciascuno ritrova la sua celeste armonia.
Non c’è arroganza peggiore
di chi vuole esportare
assurde convenzioni sbagliate
nascoste dietro la parola “civilizzare”
e un mondo di contrari affermare




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