Carissimi lettori e lettrici,

vi invito a riflettere su quanto vado ora ad esporre: il sistema dei diritti universali in Italia ha subito una profonda mutazione strutturale. Quello che era nato come un impianto pubblico e solidale è stato progressivamente frammentato e orientato verso logiche di mercato, attraverso tappe storiche e riforme legislative cruciali. Possiamo affermare che l’Italia dei diritti universali non è crollata da sola: è stata smantellata pezzo dopo pezzo per favorire lobby private e cartelli economici. Porto alla vostra attenzione questo mio articolo, in cui si fa riferimento anche ai suicidi-omicidi compiuti per sbarazzarsi delle figure ritenute scomode per il sistema: I PREDATORI https://antexo.com/i-predatori/.

Lo spartiacque del 1978: La fine dello Stato sociale

Inizierei la mia analisi dal 1978, anno che segna l’arresto del progetto di Stato sociale in Italia e l’avvio di una transizione politica culminata nell’omicidio di Aldo Moro; un’operazione, quest’ultima, di natura non esclusivamente “brigatista”. Emerse infatti, in seguito, come diversi apparati dello Stato e dei servizi segreti — fortemente infiltrati da esponenti della loggia P2 — fossero a conoscenza dell’ubicazione dei covi dei brigatisti, tra cui la prigione di via Gradoli e i movimenti attorno a via Caetani, ma scelsero deliberatamente di non intervenire.

9 maggio 1978- Lo strano episodio della targa
della Renault 4 rossa in cui venne ritrovato il cadavere dell’onorevole Aldo Moro, con targa Roma N 57686: l’allora Questore di Napoli, Colombo, inviò alla Digos di Roma un telex nel quale affermava che la targa applicata alla Reanult 4 in questione era stata distrutta nel 1977 come gli risultava da verbale di tale Perrone Vincenzo, impiegato al PRA di Napoli. Inserisco tra le fonti il link di tale articolo.

Tale evento ha bloccato sul nascere il Compromesso Storico e congelato l’assetto di potere, occultando definitivamente le rivelazioni di Moro sulla struttura paramilitare clandestina GLADIO. Pochi mesi dopo la tragica fine dello statista e la scomparsa del suo storico alleato Papa Paolo VI, l’elezione di Albino Luciani (Giovanni Paolo I) aprì una brevissima ma intensa finestra di riforme interne al Vaticano. Il nuovo Pontefice manifestò l’esplicita intenzione di garantire la massima trasparenza all’interno dello IOR (Istituto per le Opere di Religione), con l’obiettivo di allontanare Monsignor Paul Marcinkus e recidere i legami finanziari più opachi.

Tuttavia, la morte improvvisa di Papa Luciani, avvenuta dopo soli 33 giorni di pontificato, congelò immediatamente quel piano di moralizzazione. Le inchieste indipendenti e le testimonianze successive sollevarono forti sospetti di un avvelenamento tramite cianuro, tesi supportata dalla descrizione dei segni fisici sul corpo del Pontefice, compatibili con l’anomala ossigenazione del sangue provocata da tale sostanza. Me lo confermò una delegazione di medici dell’ospedale Sant’Anna di Como che sfilò davanti al cadavere con il viso “rosso”.

Questo brutale metodo di eliminazione troverà uno specchio perfetto nel marzo del 1986, quando il banchiere Michele Sindona verrà avvelenato con il cianuro nel caffè all’interno del carcere di massima sicurezza di Voghera, un’operazione mirata a impedirgli di parlare.

Michele Sindona, faccendiere e banchiere

Dietro i misteri del 1978 agiva la regia della loggia P2 di Licio Gelli, il cui “Piano di Rinascita Democratica” teorizzava lo smantellamento dei monopoli pubblici e la privatizzazione del welfare. Anni dopo, le indagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ricostruirono questi canali finanziari (“Follow the money”), accertando che i capitali illeciti di Cosa Nostra venivano riciclati attraverso il sistema bancario di Michele Sindona e Roberto Calvi, soprannominato “il banchiere di Dio” (Banco Ambrosiano), fino a toccare lo IOR. L’eliminazione dei garanti dello Stato sociale nel 1978 creò così un equilibrio basato su impunità e riciclaggio, ponendo le basi economiche e ideologiche per le successive privatizzazioni e la frammentazione dei diritti pubblici.

Vi invito a visionare il link, inserito tra le fonti , inerente i “grandi misteri d’Italia”, dal delitto Pasolini a Gladio passando per la strage di Bologna, la banda della Uno bianca e il “caso” di Enrico Mattei.

La svolta del 1994: Il “virus” aziendalista e il compimento del piano.

Il filo rosso di una efficiente camera di compensazione di questo lungo processo storico si manifesta nel 1994 con la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e la nascita di Forza Italia dopo che l’inchiesta Mani Pulite aveva azzerato i vecchi partiti e le stragi mafiose del 1992 avevano eliminano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che avevano messo sotto la lente di ingrandimento le origini dei colossali capitali edilizi e societari della Fininvest — spesso transitati da istituti bancari vicini a Cosa Nostra, come la Banca Rasini.

Onore ai magistrati
Giovanni Falcone (1939–1992) e Paolo Borsellino (1940–1992)

Il partito-azienda di Berlusconi si insedia in questo “vuoto istituzionale” inoculando un vero e proprio “virus” ideologico e normativo nel tessuto della Repubblica: il dogma neoliberista per cui il comparto privato è intrinsecamente superiore, più efficiente e più giusto di quello pubblico. Forza Italia, i cui fondatori e vertici figuravano storicamente negli elenchi della loggia P2 (a partire dallo stesso Berlusconi, tessera 1816), traduce così in leggi dello Stato l’esatto programma economico ideato da Licio Gelli nel 1978. Dallo sdoganamento delle privatizzazioni all’aggressione ai finanziamenti per la scuola statale, l’avventura politica berlusconiana normalizza l’idea che la salute, l’istruzione e i beni comuni non siano più diritti universali inalienabili protetti dallo Stato, ma merci da immettere sul mercato a vantaggio dei grandi cartelli privati.

Come la Lobby di Dio ha privatizzato la sanità pubblica italiana

Vi invito ora ad analizzare “il Laboratorio Lombardia” e la privatizzazione della sanità (1997) che si è estesa a tutte le Regioni italiane.

Questa nuova egemonia culturale trova immediatamente un braccio operativo sul territorio nella Lombardia guidata da Roberto Formigoni, che diventa un vero e proprio laboratorio economico per il centrodestra. Con la legge regionale del 1997, la Lombardia introduce la totale parificazione tra ospedali pubblici e cliniche private accreditate. Questo modello, basato sulla netta separazione tra chi programma i servizi (la Regione) e chi concretamente li eroga, drena progressivamente fiumi di risorse pubbliche dal Fondo Sanitario Nazionale verso i grandi gruppi imprenditoriali privati della sanità, indebolendo strutturalmente la medicina territoriale e i presidi ospedalieri statali.

Vi invito a leggere questo mio articolo RASSEGNA DI QUANTO È SUCCESSO NEL PERIODO COVID https://antexo.com/rassegna-di-quanto-e-successo-nel-periodo-covid/

La Riforma del Titolo V della Costituzione

L’atto di accusa rivolto allo smantellamento dello Stato sociale si palesa con la Riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, blindando e legittimando a livello costituzionale le scelte che la Lombardia aveva già sperimentato nel 1997, introducendo un profondo contrasto con i pilastri fondanti dell’uguaglianza (Art. 3) e dell’unità nazionale (Art. 5). Trasferendo la potestà legislativa concorrente sulla “tutela della salute” e sull’istruzione dallo Stato centrale alle singole Regioni, il diritto alla cura e allo studio viene frammentato in 21 sistemi locali disconnessi. Lo Stato riduce drasticamente i finanziamenti attraverso pesanti tagli alla spesa pubblica, smantellando l’efficacia reale dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e alimentando una drammatica migrazione sanitaria forzata dal Sud verso il Nord.

L’ultimo atto di tale scempio: Il DDL Calderoli (2024).

L’atto finale di questo disegno trentennale si palesa con il DDL Calderoli sull’Autonomia Differenziata (Legge n. 86/2024). Il provvedimento mira a esasperare la frammentazione del 2001, permettendo alle regioni più ricche di trattenere il proprio gettito fiscale per finanziare le proprie scuole e i propri ospedali, oramai “privatizzati”, aggirando i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) attraverso il criterio discriminatorio della “spesa storica”.

Roberto Calderoli indagato in base all’articolo 104 del Codice Penale come ministro per la maglietta che insultava l’Islam. Uscito dalla porta e fatto rientrare per la finestra.

Questo tentativo di regionalizzazione definitiva e di definitivo svuotamento dei beni comuni completa il quadro fino ad ora esposto.

Carissimi amici, mi auguro che questo mio articolo sia stato esaustivo e abbia portato alla luce certe dinamiche utili a comprendere come ci si debba riappropriare con forza della natura universale, indivisibile e indisponibile del mercato dei beni pubblici, bloccando la trasformazione dei cittadini in clienti e dei diritti in profitti.

Mi sembra doveroso informarvi di quanto ho vissuto in prima persona: ecco la mia opera di denuncia, affrontata anche nel mio romanzo ‘Volevo solo separarmi’ e rilasciata nell’intervista a Dol’s Magazine, di cui allego il link: https://www.dols.it/2024/11/20/gianna-binda-e-volevo-solo-separami/

La difesa della nostra Costituzione e del nostro Stato sociale parte innanzitutto dalla consapevolezza.

Ora la parola passa a voi:

  • Cosa ne pensate di questa lunga transizione che ha trasformato la salute e l’istruzione in merci?
  • Avete vissuto sulla vostra pelle gli effetti di questa frammentazione della sanità pubblica nei vostri territori?

Lasciate un commento qui sotto con le vostre riflessioni e le vostre esperienze. Se ritenete che queste verità debbano essere conosciute da più persone, vi invito a condividere questo articolo sui vostri canali social. Riprendiamoci i nostri diritti, insieme

Ad majora semper!

Gianna Binda

Fonti:

http://www.sedicidimarzo.org/2017/05/una-targa-distrutta-lanno-prima-venne.html

L’aggancio con le stragi italiane https://www.raiplay.it/video/2017/02/Blu-notte-Il-caso-Michele-Sindona-e72e5560-70d6-43b0-8b4b-5225cd70bae0.html

Indagine di Report e Il principio di Sussidiarietà: Secondo la giunta Formigoni, lo Stato non doveva gestire direttamente ogni servizio se i privati (profit e non-profit) erano in grado di farlo in modo efficiente. Nei fatti, questo ha spinto i privati a concentrarsi sulle prestazioni mediche più remunerative (come l’alta specializzazione e la cardiochirurgia), lasciando al pubblico i servizi più costosi e meno redditizi (come i pronto soccorso e la medicina territoriale): https://www.facebook.com/share/v/1NeLe6XgJv/?mibextid=wwXIfr

Comunione e Liberazione tra fede e “potere” https://www.amazon.it/profezia-Comunione-Liberazione-Formigoni-rivoluzione-ebook/dp/B0CDPYHKN4